Nuovi orizzonti nella sicurezza contro i furti.

L’aumento degli episodi di taccheggio rappresenta una minaccia significativa per il settore del commercio al dettaglio. Ciò determinerà molto probabilmente un aumento degli investimenti nelle tecnologie di sicurezza. Tra queste, l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati per prevedere e prevenire i furti.
Qualunque forma di deterrenza efficace servirà a ridimensionare e, in prospettiva, neutralizzare i danni economici (utile) e gli abusi di minori e persone vulnerabili implicate in queste pratiche (etico). I supermercati e le catene alimentari in Italia stanno fronteggiando perdite crescenti a causa di taccheggi e furti da parte di dipendenti e di organizzazioni criminali specializzate nel settore del commercio al dettaglio.
Secondo uno studio di Transcrime del 2023, nel 2022 le perdite di magazzino hanno raggiunto in media l’1,38% del fatturato annuale, per un valore totale di 4,6 miliardi di euro. Con i costi aggiuntivi per la sicurezza, l’impatto economico totale è stimato in 6,7 miliardi di euro. Sono 114 euro di perdite per cittadino italiano, tenuto conto del fatto che questi costi aggiuntivi finiscono spalmati sui prezzi. I casi di taccheggio sono aumentati dell’82% rispetto al 2021. Il valore medio della merce rubata per ogni episodio è di 40 euro. Il 60% dei taccheggi è legato alla criminalità organizzata, ad opera di specialisti che agiscono in modo pianificato e sistematico per rivendere la
merce illegalmente. I settori del fai-da-te e dei supermercati/ipermercati hanno registrato i tassi più elevati di perdita di inventario, pari al 2% del fatturato. Il taccheggio è il tipo di furto esterno più comune, seguito dai furti con scasso e da quelli di necessità. Come detto, il drammatico aumento di questo fenomeno nei negozi tra il 2021
e il 2022 non è solo un effetto secondario delle difficoltà economiche, ma riflette un’impennata
della criminalità organizzata nel settore della vendita al dettaglio. Questi professionisti stanno sfruttando le vulnerabilità nella sicurezza del retail, in particolare nel settore dell’elettronica di consumo, dove l’impatto è notevole.
I rimedi sono noti: investire in tecnologie di sicurezza e in formazione dei dipendenti creando modelli di vigilanza ibridi. Internamente, coinvolgendo i dipendenti stessi che, guidati da avvisi generati dall’intelligenza artificiale, monitorino e verifichino le transazioni e comportamenti sospetti, soprattutto presso le casse automatiche. Esternamente, sarà sempre più necessario collaborare con le forze dell’ordine, creando un fronte unico contro la criminalità del retail che si avvarrà di piattaforme digitali condivise che facilitino la raccolta e l’analisi dei
dati sui taccheggi, consentendo di prevedere e prevenire.
In prospettiva, potremmo arrivare a vedere i rivenditori collaborare con le forze dell’ordine e gli esperti di cybersecurity per smantellare le reti che facilitano la rivendita di beni rubati, utilizzando sistemi di tracciamento avanzati – sistemi di visione computerizzata e capacità di riconoscimento facciale basati sull’intelligenza artificiale – e la tecnologia blockchain per rendere gli articoli rubati privi di valore sul mercato nero. Poiché un terzo degli episodi di taccheggio si concentra nella fascia oraria compresa tra le 18 e le 20, i rivenditori potrebbero passare a una modalità operativa di “massima allerta” in questi orari. Ciò potrebbe presupporre una maggiore presenza della sicurezza in negozio, il monitoraggio in tempo reale attraverso sistemi di sorveglianza alimentati dall’intelligenza artificiale in grado di analizzare i comportamenti, oltre a strategie di coinvolgimento del personale volte a scoraggiare i potenziali taccheggiatori.
I dettaglianti in grado di implementare con successo queste misure dovrebbero con grande probabilità registrare un calo significativo dei furti in orario serale.
Infine, occorre menzionare i furti di articoli piccoli e apparentemente di scarso valore, come gli accessori per smartphone o le batterie: rimangono elevati a causa della loro facilità di occultamento.
Si può ovviare a questo introducendo confezioni innovative e dissuasive come pure strategie di posizionamento dei prodotti in negozio, come la collocazione di questi articoli in aree più visibili o dietro le casse. Ecco che ancora una volta si rivelerà vincente l’integrazione in parallelo di tecnologie intelligenti che avvisino il personale quando i prodotti vengono spostati inaspettatamente: una pratica che dovrebbe diventare standard.
Mettersi nelle mani di realtà che da anni si stanno muovendo per rispondere a questo tipo di esigenze immediate di sicurezza è un modo intelligente di affrontare il problema visto che oggi sono in commercio soluzioni a prezzi accessibili che consentono di rendere il punto vendita un luogo più sicuro.

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