Il settore del commercio al dettaglio nei negozi fisici attraversa una fase di difficoltà e di trasformazioni, alle prese con la concorrenza dell’online, la stagnazione economica, l’innovazione tecnologica, la crescente consapevolezza ambientale e l’evoluzione dei comportamenti dei consumatori.
In contrasto con le previsioni di molti, i marchi più importanti, lungi dal puntare tutto su digitale, virtuale e realtà aumentata, stanno reinventando i loro negozi fisici.
Una tendenza emergente è quella secondo cui, così come le città smart non sono tali senza cittadini smart, le nuove tecnologie devono rendere sì più smart i negozi, ma anche i consumatori. È ragionevole pensare quindi che il futuro del commercio al dettaglio si baserà sulla confluenza di tecnologia, esperienze coinvolgenti all’interno del punto vendita e risposte strategiche al cambiamento dei comportamenti dei consumatori e alle sfide del settore. Gli spazi commerciali fisici stanno evolvendo per offrire esperienze più stimolanti che le piattaforme online non possono ancora replicare. Le catene globali più importanti stanno integrando i loro spazi di vendita al dettaglio con negozi esperienziali, strumenti digitali come prove virtuali e camerini intelligenti, servizi a valore aggiunto come saloni di bellezza e caffetterie.
Al centro di questa trasformazione, come per le città smart, c’è l’analisi dei dati, utilizzata per personalizzare le offerte, prevedere le esigenze dei clienti, perfezionare le esperienze e prevenire il crimine. Nel settore dei supermercati stanno emergendo le “etichette aumentate”, che offrono informazioni dettagliate sui prodotti – la loro origine, la loro storia – migliorando l’esperienza di acquisto e consentendo ai consumatori di fare scelte informate. Infatti, uno dei fenomeni più interessanti da esplorare – e lo faremo senza dubbio in analisi successive – è proprio quello del cambiamento del comportamento e delle aspettative dei consumatori (confini porosi tra acquisti online e offline, bassa tolleranza per i ritardi, sperimentazione di nuovi marchi, convenienza abbinata alla sostenibilità). I rivenditori si trovano ora a dover adattare l’organizzazione degli interni dei negozi e i percorsi per i clienti allo scopo di rispondere a questa nuova mentalità dei consumatori.
TRA LE TANTE TENDENZE A LUNGO TERMINE DA SEGNALARE:
Design più ecologico del punto vendita: l’uso di materiali riciclati ed ecologici, insieme a pratiche di efficienza energetica e di bioedilizia, diventerà sempre più comune.
Esperienze di consumo personalizzate, incentrate sulla persona: continueranno ad evolversi con i progressi della tecnologia. Un aspetto da sottolineare è che la tecnologia è pensata per migliorare (aumentare), non sostituire, l’esperienza fisica. In particolare, considerazioni legate a salute e benessere sospingono la domanda di soluzioni su misura.
Tecnologia interattiva: l’integrazione di display interattivi, di realtà virtuale (VR), realtà aumentata (AR) e segnaletica digitale è una tendenza fondamentale nel settore della vendita al dettaglio. Questa fusione di spazi digitali e fisici è intesa ad accentuare il coinvolgimento dei clienti e semplificare le operazioni di vendita al dettaglio.
Spazi flessibili e multifunzionali con arredi modulari e pareti mobili. Questa tendenza indica un cambiamento verso aree di vendita al dettaglio che possono trasformarsi senza soluzione di continuità per usi ed esperienze diverse.
Differenziazione e glocalizzazione: in frangenti in cui i modelli di business ad alto volume e basso costo incontrano difficoltà “impreviste” (aumento dei costi, calo delle vendite, perdita di quote di mercato), alcuni negozi si stanno reinventando con successo anche grazie all’intersezione di articoli locali e globalizzati esclusivi.
La strategia di diversificazione dei canali di vendita (omnicanale) incontra l’offerta di prodotti unici di varia provenienza, preferibilmente biologici/sostenibili. L’agricoltura responsabile, l’approvvigionamento locale, l’energia rinnovabile e l’innovazione del packaging sono diventati fondamentali per la vendita al dettaglio.
Consegne a domicilio per servizi premium: la pandemia ha accelerato la tendenza allo shopping online e l’aumento della domanda di servizi di consegna. Le consegne on-demand si stanno espandendo nel settore del lusso e si sta cercando di individuare la ricetta giusta per le consegne rapide di articoli di alta gamma. Naturalmente questo modello richiede investimenti significativi in infrastrutture e logistica, oltre ai nodi della sicurezza dei pagamenti e della rapidità delle consegne anche nelle aree periferiche e rurali.
Negozi senza personale: la pressione per la riduzione dei costi e la diffusione e perfezionamento della tecnologia mobile sta guidando la crescita di questa tipologia di negozi “sguarniti”. Per esempio, la tecnologia Amazon del “Just Walk Out” (prendi quel che ti serve ed esci) consente ai clienti di saltare le casse. È agli esordi e incontra ostacoli non trascurabili, ma il suo potenziale di crescita è immenso. I negozi senza personale sono in fase test anche in Europa, con due tipologie principali: i supermercati più grandi e i minimarket più piccoli. Richiedono una persona che gestisca e mantenga l’inventario, ma potrà essere sostituita anch’essa da un’intelligenza artificiale che gestisca pure la sicurezza.
Da quanto sopra riportato appare evidente l’importanza di affidare il proprio business a realtà in grado di muoversi lungo due direttive ovvero che abbiano da un lato una visione d’insieme e un pacchetto di soluzioni a 360 gradi che risponda ad ogni esigenza; dall’altro che siano in grado di interpretare i possibili trend emergenti, proponendo ai propri clienti soluzioni che li mettano in una posizione di vantaggio rispetto ai competitors.