L’Internet delle Cose (IoT) consente la connessione e l’interazione di dispositivi fisici attraverso Internet. Permette di trasformare oggetti comuni in “oggetti intelligenti” che raccolgono, elaborano e scambiano dati. L’obiettivo è creare un ambiente in cui gli oggetti possano essere monitorati, controllati e gestiti in modo più efficiente grazie a sensori, comunicazione e software. Sensori vengono utilizzati per monitorare il pH, la temperatura e i movimenti del rumine (lo stomaco) delle pecore per rilevare precocemente eventuali problemi di salute. Le boe IoT raccolgono dati che vengono utilizzati per alimentare modelli micro-meteorologici, fornendo informazioni in tempo reale sulle condizioni dell’oceano. I vigneti iniziano a integrare una serie di sensori IoT nei loro campi, raccogliendo dati in tempo reale su temperatura, umidità dell’aria e del suolo e velocità del vento. Inoltre, i robot guidati dall’IA perlustrano le file di vigne, utilizzando feromoni o altri agenti biologici per disturbare i modelli di accoppiamento dei parassiti. Ciò riduce la dipendenza da pesticidi chimici, favorendo la biodiversità e promuovendo un ecosistema più sano all’interno del vigneto. BlackBerry, una volta leader nel mercato degli smartphone, si stia ora riposizionando per guidare l’innovazione nell’applicazione di IoT all’industria automobilistica e aerospaziale, per migliorarne prestazioni e sicurezza. Le reti satellitari offrono una copertura globale senza precedenti, connettendo i dispositivi IoT anche nelle zone fuori dalla portata delle reti terrestri. L’obiettivo è quello di estendere queste interconnessioni alle superfici lunare e marziana, per supportare la ricerca scientifica, la costruzione di habitat e la mappatura delle risorse. Per questo si prevede che l’Internet delle Cose collegherà decine di miliardi di dispositivi nei prossimi anni, con scenari inattesi. Proviamo, per esempio, a immaginare un mondo in cui, grazie a gesti e comandi vocali, ci siamo liberati dalla dipendenza da schermo. Sarà un mondo all’insegna del minimalismo digitale che riduce le distrazioni e incoraggia un uso più sano dei dispositivi. Un futuro in cui il nostro ambiente sarà aumentato, la tecnologia sarà un’estensione dell’esperienza umana (e non viceversa) che aumenta le nostre capacità, senza mettere in ombra la nostra essenza individuale e collettiva. Un futuro in cui la nostra interazione con la tecnologia sarà più naturale e intuitiva; in cui, come già accaduto con gli smartphone, gli assistenti personali di intelligenza artificiale (AIoT) saranno integrati in ogni aspetto dell’attività umana, dalla salute e dagli affari legali alla finanza personale e oltre. Questi compagni digitali navigheranno sul web per nostro conto, trasformandolo in un ambiente automatizzato, personalizzato e più sicuro. Saranno in grado di comprendere ed eseguire compiti complessi, prendendo decisioni informate sulla base di un’analisi completa dei dati disponibili. Riconoscendo, per esempio, l’intenzione di una persona di attraversare la strada, le auto a guida autonoma possono evitare investimenti. Immaginate inoltre che il bagagliaio della vostra auto si apra automaticamente quando vi avvicinate con la spesa, o che le vostre impostazioni di guida preferite vengano applicate nel momento in cui vi sedete al volante. In cucina, forni e frigoriferi controllati dai gesti riconosceranno quando le vostre mani sono piene o sporche, permettendovi di interagire con loro senza doverli toccare. Visualizzate un frigorifero intelligente che non solo vi dica quando avete finito il latte, ma lo ordini per voi. Le case intelligenti automatizzeranno le interazioni ambientali, come le luci che si accendono quando si entra in una stanza o le serrature intelligenti che mettono in sicurezza la casa quando si esce. Nei luoghi di lavoro, gli assistenti AI indossabili allineeranno le azioni robotiche alle aspettative umane. I rivenditori semplificheranno le loro operazioni, creando esperienze di acquisto personalizzate particolarmente gradevoli. I sistemi di gestione dell’inventario basati sull’intelligenza artificiale gestiranno autonomamente i magazzini. Alle prese con prodotti alimentari sconosciuti, riconosceranno il cibo per noi, fornendo informazioni nutrizionali. Nel settore sanitario saranno semplificati l’accesso e la registrazione dei dati, consentendo al personale medico di concentrarsi maggiormente sulla cura dei pazienti piuttosto che sulle attività amministrative. Nell’ambito dell’istruzione, questi dispositivi indossabili intelligenti abbatteranno le barriere linguistiche e adatteranno gli strumenti per gli studenti con disabilità, creando ambienti inclusivi che rispondono alle esigenze di apprendimento individuali. Il web del futuro sarà navigato da agenti AI, ciascuno diverso dagli altri, come un vero e proprio gemello digitale dell’utente. Eseguiranno ricerche, completeranno transazioni e interagiranno con i servizi online, adattando l’esperienza alle preferenze e alle esigenze dei singoli utenti. Già oggi esistono piattaforme innovative che fondono la localizzazione al chiuso con l’analisi per ridefinire l’uso degli spazi fisici nelle aziende. Sfruttano i dati provenienti da vari dispositivi connessi per creare un ambiente interattivo e misurabile all’interno degli edifici. Integrando i dati di una vasta gamma di dispositivi connessi all’interno dell’azienda, ci permettono di vedere oltre la realtà apparente, rivelando i dati nascosti che ci circondano. Grazie alle loro infrastrutture di localizzazione indoor iper-accurate, forniscono mappe dettagliate del nostro ambiente, creando un’esperienza immersiva e altamente personalizzata. Negli uffici migliorano il flusso di lavoro e l’efficienza. Offrono alle aziende una visione dettagliata del comportamento umano e del movimento negli spazi interni, facilitando l’ottimizzazione del layout dello spazio, del flusso dei visitatori, del tempo di permanenza e consentendo la simulazione dei cambiamenti ambientali prima della loro implementazione. I dati possono essere utilizzati anche per fornire servizi ed esperienze personalizzate a dipendenti e clienti. Trascorriamo il 93% della nostra vita in luoghi chiusi. Capire come le persone (dipendenti, clienti, ecc.) si comportano in questi spazi può senz’altro rivoluzionare i processi aziendali. Integrando i dati di una vasta gamma di dispositivi connessi (tag, wearable, smartphone, ecc.) si creano ambienti interni intelligenti che saranno sempre più interattivi, misurabili, sicuri, efficienti anche nell’ottimizzazione dell’uso dell’energia regolando, per esempio, illuminazione e temperatura in base all’occupazione. Questi dispositivi saranno in grado di comprendere e anticipare i bisogni delle persone, di simulare e ottimizzare i cambiamenti nella disposizione dell’ufficio, prima dell’implementazione, per massimizzarne i risultati. L’analisi dei dati dei sensori potrebbe anche rivelare, tanto per fare un altro esempio, che alcune sale riunioni sotto-utilizzate possono essere convertite in spazi di lavoro collaborativi, aumentandone l’impiego del 40%, nell’ottica di aree di lavoro più flessibili. Questo tipo di innovazione permette un totale allineamento con la tendenza ormai consolidata verso modelli di lavoro ibridi.